6 anni di attesa per lo sparatutto, che già a pochi giorni dall'uscita, ha diviso in 2 i giocatori di tutto il mondo.
Produttore: THQ Sviluppatore: GSC Game World Distributore: Halifax Genere: FPS N°giocatori: Online fino a 32 Data d’uscita: Disponibile dal 16 Marzo 2007 Lingua: Testi, manuale e audio in Italiano Requisiti minimi Processore: Pentium 4 2.0 GHz o AMD equivalente RAM: 512 MB possibilmente a 400 MHz Scheda Video: GeForce 5700/Radeon 9600 con 128 MB Spazio su disco: 6.0 GB DirectX 9.0c Lettore DVD
S.T.A.L.K.E.R., seppur dopo più di 6 anni, è arrivato, ed è innegabile che un altro annetto di test e miglioramenti avrebbero sicuramente fatto bene a questo ambizioso sparatutto della THQ. Ma invece di piangere su cosa avrebbe potuto essere questo gioco, vediamo cosa è adesso, se ha mantenuto tutte le promesse fatte, e se è veramente il nuovo passo in avanti nel mondo degli FPS.
Il gioco in singolo inizia nella confusione più totale. Impersoniamo Marked One, un uomo senza nome che ha perso la memoria, che si ritrova all'interno de La Zona, che non è altro che Chernobyl, con tutta il suo carico di desolazione e radioattività. Ci sono 2 fazioni in lotta (e a dire il vero, il gioco difficilmente ce ne spiegherà il motivo), animali randagi, mostri selvaggi, e anche semplici barboni che suonano la chitarra o dormono vicino al fuoco. Dopo un inizio confuso, dove persino uscire dalla primissima stanza potrebbe causare un problema se non si sa dove cliccare, finalmente si esce all'aperto, per osservare l'aspetto più incredibile del gioco - i paesaggi. La grafica è datata, ma non niente a che fare con lo stile, la desolazione, la distruzione, i giochi di luce, gli alberi con pochissime foglie, le radiazioni che discorcono l'ambiente che pervadono il gioco. Ppotremmo elencare all'infinito ogni singola sfumatura del mondo circostante, ma sarebbe impossibile da esprimere a parole . L'audio quasi non esiste e, anche se i rumori ambientali sono riprodotti senza sbavature gravi, la mancanza totale di qualsiasi musica è una scelta comunque discutibile. Il gioco, pur essendo bellissimo visivamente non è particolarmente esigente, sebbene ciò non lo risparmi da qualche periodico fenomeno di swap. A intervalli di pochi minuti capiterà che il gioco si fermi per qualche secondo, e non basteranno nemmeno 2 Gb di RAM per rimediare a tale problema, purtroppo, e crediamo questo dipenda dalla grossa mole di spazio occupata dal gioco su disco fisso (circa 10 Giga) Per quel che riguarda la compatibilità con Vista siamo ancora lontani da margini accettabili: frequenti crash e framerate pessimo (a parità di configurazione) affliggono Stalker, se fatto girare sul nuovo sistema operativo della Microsoft.
Cronache da Chernobyl Facendo un giro, ci troviamo in un piccolo villaggio, dove notiamo dei barboni e qualche soldato. Ci possiamo fermare a parlare con tutti, ma solo alcuni intavolano un discorso vero e proprio, e ancor meno sono i personaggi che parlano in inglese:quasi tutti difatti preferiranno esprimersi in ucraino, per nostra sfortuna. Passerà poco tempo prima di ricevere le prime armi e le prime missioni: ci troviamo presto a dover raggiungere dei soldati in difficoltà. Per arrivarci, ci troviamo a passare per una strada abbandonata, dove alcuni cani randagi si contendono un cadavere umano. Una scena macabra, che può essere fermata con un colpo di pistola che spaventerà gli animali (che, tra l’altro, si metteranno a correre all'infinito senza meta). Raggiunti i soldati, questi ci diranno di attaccare una grossa casa piena di banditi, e potremo scegliere di andare da soli o in gruppo, a seconda dell’ispirazione del momento. Purtroppo l’aspettativa di vita generale dei nostri compagni si attesta su livelli bassi, e fin troppo spesso toccherà a noi fare i rambo della situazione. Assaltando la casa, ci imbattiamo in uno dei lati migliori e allo stesso tempo peggiori di tutto il gioco: l'Intelligenza Artificiale. Data la scarsa precisione delle armi iniziali, cercare di sparare ai banditi da lontano è fuori discussione, e anche entrare di soppiatto emulando il caro Hitman sarà difficile, dato l’elevato numero di avversari (per la cronaca, noi abbiamo giocato a difficoltà Stalker, la seconda su 4 difficoltà proposte). E allora come si fa? Affrontare 10 avversari ben armati e corazzati è impossibile con una semplice pistola, e quindi l'unica possibilità è... sfruttare i bug dell'IA. Sparare un colpo attirerà i banditi verso il punto dello sparo, e causerà in seguito un intontimento generale nella capacità di reazione del gruppo, quasi un invito a fare stragi facili. Tra l'altro l'arma di base, il coltello, può uccidere quasi tutti i banditi in un colpo, indipendentemente dal punto dove colpite. Paradossalmente con la pistola non è così, e specie con le armi deboli non capiterà di rado di beccare in testa qualcuno, salvo poi vederlo correre tranquillamente subito dopo. Il sistema di danni è realizzato davvero molto male, e non solo i nostri nemici non moriranno anche se saremo riusciti a colpire ripetutamente i loro punti vitali, ma noi possiamo morire con una facilità ridicola a tratti: realismo da una parte, pazzia dall'altra. Questa prima missione, data la mancanza di armi degne di tal nome potrebbe richiedervi più tempo di qualsiasi altra missione del gioco, in quanto i comportamenti dell'IA sono casuali, e non subito scopribili. A volte i nemici sono capaci di vedere attraverso i muri, talvolta di spararci, e altre l’elenco dei fenomeni paranormali non finisce qui. Dopo le prime missioni inizieranno ad arrivare mitra e fucili, ma passerà molto tempo prima di trovare armi davvero soddisfacenti; inoltre, dato il limite di peso degli oggetti che possiamo portare, è già un ottimo risultato riuscire a portare dietro 3 armi – in quanto cibo, medicine, munizioni, e altri oggetti sono indispensabili per il proseguimento del nostro viaggio. Si può morire di fame, dissanguati, dilaniati dai cani randagi, ammazzati da mostri, eliminati da banditi, o distrutti dalle anomalie della radioattività sparse in giro per i livelli in modo casuale. Proprio queste anomalie cercano di rendere le lunghe camminate meno noiose, in quanto poco prima dell'uscita la THQ ha deciso di togliere diverse feature, tra cui i veicoli. Queste pellegrinazioni sono davvero una delle parti più deprimenti del gioco, anche perché il sistema di ricompense del gioco non spinge poi più di tanto a cercare tesori.
Longevità Ci sono tantissime missioni extra da fare, ma la noia e la mancanza di veri premi rende queste missioni pesanti, tanto da sembrare un abbellimento alla trama principale. Persino i 7 finali diversi non appassionano più di tanto, visto uno visti tutti verrebbe da dire. I combattimenti possono essere affrontati in diversi modi, in quanto l'IA varia di volta in volta, e possono esserci aiuti di animali o alleati inaspettati in ogni momento. Il problema però è che gli avversari spesso si rigenerano anche se morti, e nonostante sia chiaro che ciò è fatto in modo da non "svuotare" i livelli, è eccessivamente frustrante in certi casi,costringendo non di rado alla fuga, a causa di un sistema di respawn che definire selvaggio è poco. Correndo troppo ci si stanca, e per evitare ciò ci si deve riposare spesso, o bere degli autentici energy drink ucraini. O se la buona vecchia vodka è sempre utile e, indipendentemente da quanto sia vero nella realtà, aiuta a sopravvivere alla radioattività. D’altronde, la spesa per alcune protezioni necessarie ad attraversare alcune zone, non vale l’impresa. Più evidente il problema del gioco diviso in livelli e che, nonostante il sistema di missioni sia simile a quello di Oblivion (solo molto più buggato), i livelli possono essere girati in 2 minuti correndo velocemente da una parte all’altra. Ma dato che nessuna missione in particolare è fondamentale per proseguire, basta evitare le missioni più ostiche per esplorare l’intera area nel giro di 1 ora o 2; certo,se si prendono in esame le missioni principali, il gioco impegna per una decina di ore, cifra che si alza notevolmente se tiene conto anche degli incarichi secondari. Peccato che i numerosi bug non vi permetteranno di completare a dovere tutte le missioni. Purtroppo accettare missioni da una fazione annulla all’istante tutti gli incarichi presi con la fazione nemica, costringendo spesso il giocatore a optare per la seconda scelta, onde evitare di tornare sui suoi passi solo perché “l’altra missione appariva più facile”. Evidenziati i problemi del gioco, sarebbe ingiusto non menzionare i tanti tocchi di classe sparsi per il gioco: l'arma si può inceppare, i fulmini che tempestano l’area creano giochi di ombre eccezionali, e spesso sarete traditi nella vostra avanzata silenziosa solo perché avete tenuto accesa una torcia.
Multiplayer Life E se il single player non bastasse, ci si può sempre collegare online, dove un ottimo Deathmatch e un Team Deathmatch, insieme a una modalità Artifact simile a Cattura La Bandiera, potranno offrire qualche ora di divertimento in più. Similmente a quanto accade in CounterStrike, uccidendo gli avversari si guadagnano soldi per comprare armi sempre più efficienti e letali. Sia chiaro: nonostante l’attenzione riposta nella sua realizzazione il multyplayer non offre alcuna novità, e purtroppo lag e crash non sono rari, nonostante ci sia stato recentemente un betatest appositamente dedicato al multyplayer.
Da poco e' uscita la prima patch che corregge già una lunghissima serie di bug, perlopiù quelli di minore entità. La mancanza dei veicoli, la poca varietà, la trama, e la solo apparente libertà d’azione non verranno certamente “corretti”. Speriamo che un seguito abbia queste features, e di non dover aspettare altri 6 anni.
In fin dei conti S.T.A.L.K.E.R. è partito con tante idee in testa, ed è finito con l'essere uno sparatutto emozionante ma a tratti quasi ridicolo, quando con una maggiore cura per certi aspetti avrebbe potuto essere un capolavoro incredibile. In ogni caso resta un gioco che ogni appassionato di FPS deve provare, seppur con cautela, che con qualche patch potrebbe raggiungere un voto ancora più alto di quello proposto qui. Così però, resta solo un passo avanti per gli FPS: atmosfera impareggiabile, qualche tocco di novità nel gameplay, leggere variazioni nella struttura di gioco, meno lineare del solito.