------------------------------------------------------------------------- Produttore: Nucleosys Publisher: Power Up Genere: Avventura Grafica Lingua: Italiano N° Giocatori: 1 Data di uscita: Disponibile Altre Informazioni: Viene venduto in edicola al prezzo di 19.99€ -------------------------------------------------------------------------
Inaspettate Sorprese:
Quante volte abbiamo atteso titoli a lungo, a volte anche per anni, per poi essere delusi da un gioco che è tutto fuorché innovativo e sorprendente? Tante, forse troppe volte. Ma fortunatamente ci sono anche alcuni casi in cui si viene piacevolmente sorpresi da titoli che non sapevamo neanche fossero usciti, magari accorgendosene quando passiamo dall’edicolante per comprare le sigarette: lì in un angolo vediamo un gioco dalla copertina attraente, così come il prezzo che viene orgogliosamente (e giustamente) messo in mostra, che non supera mai 20 dei nostri sudati Euro. Allora ci diciamo “ma sì, per 20€ vale la pena provare”: e sorpresa delle sorprese, vi accorgete che il gioco che avete appena acquistato è un gioco bello e pure piacevole. “Splendido, fosse così con tutti i giochi… altro che aver aspettato cinque anni per Doom 3!”.
Uno scrittore in cerca di ispirazioni:
Micheal Arthate, famoso scrittore inglese di libri horror, ha deciso di comprare un’antica villa Vittoriana nei pressi della campagna di Rothbury, in cerca di un po’ di pace per completare il suo ultimo ed atteso libro. Ma arrivato nella splendida casa le cose non si mettono bene per il nostro scrittore: oltre ad un sacco di polvere, infatti, manca addirittura la corrente elettrica dato che l’elettricista ha ben pensato di lasciare al buio il nostro ultimo immobile faticosamente comperato. Unico collegamento con il mondo esterno è il telefono nell’ingresso, che si rivela un indispensabile apparecchio nei momenti più difficili: a farci compagnia dall’altro capo della cornetta ci sarà sempre il nostro fidato amico Eddie, che ci ha già aiutato nelle transazioni per l’acquisto della bella quanto inquietante villa. Ma il povero Micheal non ha ancora idea di cosa lo aspetti dietro l’angolo…
Ricordi Inquietanti:
Iniziata l’avventura, saremo sin dall’inizio in grado di scorazzare in giro per la nostra nuova casa: girovagando per le stanze e leggendo vari libri e diari incominceremo a scoprire dettagli sul precedente abitante della casa, un misterioso ingegnere che sembra aver raggiunto la follia dopo un lungo tempo passato tra agonie e rimorsi, trasformatesi poi in strane visioni e voci sospette… ed è qui che il giocatore incomincerà a palpare l’atmosfera horror, che lo accompagnerà fino alla fine del gioco. Già, se c’e’ una cosa che distingue Scratches dalle altre avventure grafiche è proprio la sua componente horror, in grado di far balzare dalla sedia ogni giocatore quando meno se lo aspetta: ciò è dovuto all’ottima realizzazione dell’ambiente casalingo, così come dall’eccezionale accompagnamento sonoro e da alcuni effetti che fanno da ciliegina sulla torta per tirare la tensione al massimo, come ad esempio le scene di intermezzo che ci vengono mostrate all’apertura di ogni porta, in perfetto stile Resident Evil. Già dopo pochi minuti si inizia ad aguzzare le orecchie ad ogni rumore sospetto, cominciando a temere anche il rumore dei propri passi, cercando di trovare il coraggio di aprire quella porta combattendo contro la paura di quello che ci potrebbe essere oltre. Ma nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza una trama degna dell’atmosfera che la permea, e anche in questo campo Scratches non fallisce, grazie ad un appassionante intreccio narrativo, raccontato tramite i vari documenti sparsi per la casa, che ci faranno sentire sempre più parte integrante della storia e della vita del povero ingegnere e della casa stessa. Nonostante tutto ci sono dei frangenti che sanno un po’ di scontato e di già visto, come la classica cantina buia ed altri avvenimenti già un po’ usati/abusati in passato; ma nonostante ciò la storia è comunque convincente, e alla fine un po’ di classicità non può che far piacere!
Sistema che vince non si cambia:
Movendoci nei nostri primi passi, cominceremo subito a capire ed apprezzare la struttura di gioco: proprio come accadeva nella saga di Myst, il gioco sarà completamente in prima persona (scelta azzeccatissima) e ci muoveremo semplicemente spostando il cursore nella direzione desiderata, avanzando tramite la pressione di un tasto, mentre per utilizzare ed esaminare oggetti e quant’altro basterà il semplice click del tasto sinistro del nostro mouse. Con il tasto destro invece accederemo all’inventario degli oggetti che abbiamo raccolto, e potremo riceverne le descrizioni cliccando con il cursore a forma di lente d’ingrandimento. Insomma nulla di speciale, tutto nella norma come ogni comune avventura grafica, anche se l’inventario poteva essere realizzato meglio data la sua scarsità sia graficamente, sia in fatto di informazioni ed analisi. Inoltre non esiste la presenza di nessun diario in cui il nostro personaggio possa scrivere ed appuntare gli indizi e gli eventi più importanti della storia, cosa che magari rende più complicato eseguire un ritmo di gioco saltuario. Ma a parte questi tuttavia sormontabili difetti, la struttura di gioco è solida e buona, garantendo sessioni di gioco piacevoli.
Per quanto riguarda gli enigmi siamo su livelli medi: non ci sarà mai un enigma insormontabile o impossibile da affrontare, ma a tutti si potrà trovare una soluzione con un filo di logica, permettendo a chi si avvicina da poco al genere di affrontare senza troppi problemi l’avventura garantendosi molte soddisfazioni, mentre per gli esperti sarà una gradevole passeggiata tra le mura di una antica villa. Una cosa che però dà un po’ di fastidio è il recupero degli oggetti: spesso saranno in bella vista pronti ad essere raccolti, mentre in alcuni casi sarà davvero come cercare un ago in un pagliaio: saremo costretti a cercare pixel per pixel un oggetto indispensabile per il proseguimento dell’avventura, spesso costretti a vagare per la casa senza meta, ed è un aspetto che crea non poca frustrazione. Ma fortunatamente sono solo casi isolati che una volta sorpassati diventeranno solo un ricordo.
Realizzazione da antiquariato:
La realizzazione grafica e lo stile, nonostante il gioco si limiti a mostrare semplicemente delle schermate bidimensionali, si attestano su ottimi livelli, così come la realizzazione della casa, veramente ben fatta, che amplifica a dismisura l’atmosfera solitaria e la componente horror del gioco: passando dall’elegante studio alla terribile cantina, dallo splendido salotto al decrepito bagno del secondo piano, la varietà nell’ambientazione non manca, senza contare anche gli ambienti esterni che comprendono un garage, una serra ed una cappella familiare. Per quanto riguarda il sonoro nulla di speciale per gli effetti, che si limitano ai passi del personaggio o allo scricchiolare delle porte o del pavimento, mentre la colonna sonora è veramente azzeccata, anche se alla lunga può risultare noiosa. Un applauso invece va al doppiaggio interamente in italiano delle voci, recitate e sincronizzate al labiale in un modo che convince sotto ogni aspetto, così come la qualità dei dialoghi scritti.
Commento Finale:
Scratches è davvero una buona avventura grafica, che cattura il giocatore dall’inizio fino alla fine con la sua storia coinvolgente e la sua misteriosa ambientazione, e molto abbordabile dato il suo prezzo ridotto. Purtroppo alcuni difetti non gli permettono di raggiungere l’Olimpo dei Videogiochi, colpa di una grafica davvero troppo antiquata e di alcuni elementi fondamentali che non ci sono, come un diario e soprattutto un inventario più utile e dettagliato. Ma nonostante tutto Scratches rimane un gioco godibilissimo, adatto a chi si è avvicinato da poco al panorama delle avventure grafiche, ma anche ai veterani; In più la componente horror è realizzata benissimo, garantendo molti momenti di tensione e numerosi salti sulla sedia. Promosso!
In Alternativa:
La serie di Myst ; The Longest Journey ; Still Life ; Broken Sword 4: The Angel of Death