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  Gundam Musou
Enormi robot, pilotati da opposte fazioni, sono pronti ancora una volta a darsele di santa ragione. Che la battaglia abbia inizio.
Scritto da Yury

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venerd́ 16 marzo 2007

Titolo: Gundam Musou
Sviluppatore: Omega Force
Genere: Action
Piattaforma: PS3
Data d’uscita: Disponibile (JAP); Primavera (USA-EUR) 


Dopo il deludente Target in Sight, la Namco Bandai estrae l’ennesimo coniglio bianco dal cilindro. In seguito ad una lunga fase di sviluppo, il titolo ha già piazzato centosettantamila copie in meno di una settimana dal lancio nel mercato giapponese, con l’intento di raggiungere l’agognato obiettivo di un milione di copie vendute. Il suo nome è Gundam Musou. Un titolo che sperimenta una modalità d'azione differente da quella del suo predecessore, oggetto di numerose critiche negative. Questa volta lo sviluppo è nelle mani di Omega Force, il team di Dynasty Warriors. Il risultato è un mix di giocabilità che richiama lo stile action condottiero e adrenalinico dei guerrieri patriottici, unito al modellismo della serie Gundam che ha riscosso un enorme successo in Oriente. La popolarità dei robottoni, completi di arsenale e pilota a bordo, alti venti metri e dal peso di diverse decine di tonnellate, è fuori discussione. Ogni novità che presenta il nome Gundam, soprattutto nel paese del Sol Levante, attira l’attenzione di numerose persone ancor prima che un qualsiasi prodotto con tale marchio possa raggiungere i negozi, sia esso un videogioco, un gadget o una serie tv. I videogiochi ispirati alla serie, nata nel lontano 1979, sono stati davvero tanti, sperimentandosi sulle numerose console che hanno caratterizzato le differenti generazioni videoludiche. Lo sviluppo sulle macchine di nuova generazione procura dei grattacapi non indifferenti alle case di produzione, in quanto occorre una collaborazione con team di sviluppo che sappiano trovare il modo di rendere i prodotti quantomeno all’altezza delle potenti console che li ospitano. Il lancio di Gundam Target in Sight, è l’esempio più eclatante di un prodotto che, nonostante il marchio, non abbia soddisfatto le esigenti aspettative dei fortunati videogiocatori che negli scorsi mesi hanno potuto toccare con mano le rare console messe a disposizione. La Namco Bandai aggiusta il tiro, proponendo un titolo su licenza che difficilmente deluderà i fan più accaniti e che, nello stesso tempo, possa soddisfare i gusti dei videogiocatori che amano uno stile di gioco meno simulativo e più immediato.


Difficoltà di manovra, movimenti macchinosi, troppo simulativo? Non c’è problema, trasformiamo tutto in un casino tremendo.

Il problema principale nello sviluppo di un videogioco su licenza è quello di offrire un prodotto divertente e altamente rigiocabile, senza deludere i fan che non amano gli stravolgimenti apportati ai personaggi, alla trama e alle caratteristiche più intrinseche della serie tv. Raggiungere una buona giocabilità e, nello stesso tempo, proporre tutti gli elementi necessari affinchè il titolo sia quanto più fedele possibile al prodotto originale, porta spesso a fare una scelta. Cosa si fa? Lanciamo un videogioco che rientra nei gusti della maggior parte dei videogiocatori, oppure presentiamo nei minimi dettagli tutti gli elementi necessari per non essere mangiati dai fan? La soluzione migliore è raggiungere entrambi gli obiettivi, risultato mai conseguito dalla maggior parte dei prodotti videoludici su licenza, subendo lo scarso successo commerciale che puntualmente ne consegue, non rientrando mai nei canoni di un prodotto che possa vantare le vendite di un blockbuster. Se l’ultimo gioco con il marchio Gundam presentava una riproduzione fedelissima dei modelli, con la possibilità di personalizzarli ed equipaggiarli nei minimi dettagli, utilizzando un motore fisico che simulava in maniera impeccabile i movimenti dei pesanti e macchinosi robot, questa volta, con Musou, si è preferito dare una maggior importanza alla giocabilità, ovviando a tutti quei problemi che inficiavano l’immediatezza dei combattimenti e dei movimenti, insieme ad una fastidiosa difficoltà di controllo dei mech che ne scaturiva. Dalle immagini e dai video a disposizione, si nota il netto cambiamento apportato al gameplay, caratterizzato da un approccio ai combattimenti meno studiato e più immediato (confusionario?), con molti più robot presenti in folte schiere che aspettano solo di essere eliminati; proprio così, come se fossero dei veri idioti in attesa di essere smantellati fino all’ultimo pezzo. Chiariamo una cosa: non mancano i miglioramenti, come la maggiore fluidità dei movimenti dei colossi meccanici, liberandoli dall’eccessiva macchinosità presente in Target in Sight. Ora il robot, nonostante il peso di diverse decine di tonnellate, riesce a destreggiarsi seguendo uno stile samurai, attraverso una serie di combo da scatenare sul malcapitato di turno. L’impostazione del gameplay ricalca esattamente lo stile presente nella maggior parte dei titoli sviluppati da Omega Force. Per avere un’idea di ciò che vi aspetta con Gundam Musou, prendete in considerazione il gameplay di Dynasty Warriors. L'avete presente? Bene. Sostituite i guerrieri dell’antico Giappone con i robot della serie Gundam: ecco cosa ne viene fuori. Se da un lato la cosa è apprezzabile, potendo gustare una maggiore immediatezza dei combattimenti e la soddisfazione di menare fendenti a più non posso, dall’altra parte ne potrebbe scaturire un risultato bizzarro. Ammettiamolo: quanti di voi credono in una scelta simile? Lo so, i dubbi spuntano fuori come funghi ed è per questo motivo che, nonostante il gioco sia caratterizzato da un maggior fattore divertimento, nello stesso tempo si teme che il tutto possa sfociare in un effetto dall’essenza poco credibile, che deriva dalla presenza di enormi robot che esprimono uno stile di combattimento alla Jackie Chan. Combattimenti a parte, dovrebbe essere presente, anche in questo capitolo, la possibilità di personalizzare gli equipaggiamenti prima di ogni missione, attraverso delle modifiche che permetteranno lo sviluppo delle differenti caratteristiche dei robot, come la velocità dei movimenti, la potenza di attacco e la resistenza. Una varietà al gameplay è apportata dalla possibilità di affrontare le missioni secondo diverse modalità. Una di queste è chiamata “Official Mode”, in cui affronterete una campagna caratterizzata da una serie di missioni che prendono spunto dalla serie televisiva. Non manca la possibilità di potersi sfidare per un combattimento con gli amici, usufruendo la “Versus Mode”, attraverso la scelta del mech preferito, magari personalizzandolo secondo le proprie preferenze ed esibendosi in divertenti combattimenti a schermo diviso. La maggiore dinamicità dei combattimenti, dovrebbe attribuire al titolo un maggior fattore divertimento, anche se il tutto potrebbe sfociare in una eccessiva ripetitività degli stessi. Tutto dipenderà da come saranno impostate le missioni da completare, sperando nella possibilità di poterle personalizzare nei dettagli in fase di briefing, potendo così subire in maniera meno eccessiva l’inevitabile monotonia che ne deriverebbe, tipico di uno stile di gioco pomposamente arcade.

        
Grafica e sonoro.

Le notizie del lancio di un nuovo prodotto, divulgate dalle case di produzione e quando queste fanno riferimento a videogiochi di nuova generazione, rappresentano per tutti noi una fonte di grandi speranze, una gioia di poter constatare personalmente, soprattutto nel lato tecnico, l’evoluzione tecnologica che ogni giorno continua inarrestabilmente ad interessare anche il mercato videoludico. Quando si pensa alla capacità risolutiva di una console potente come la nuova ammiraglia Sony, non si può fare a meno di sognare ad occhi aperti, subendo in maniera preoccupante un’eccessiva salivazione, un battito cardiaco accelerato e una voglia matta di poter mettere le mani sull’ultima invenzione tecnologica videoludica (e non solo). Il lato negativo della faccenda è che ne può scaturire una fredda delusione, considerate le grandi attese. Il periodo successivo al lancio di una console è sempre a rischio di profonde amarezze, derivanti dal fatto che lo sviluppo su queste macchine all’avanguardia richiede un’abilità informatica non indifferente, al fine di poter spremere a fondo le capacità risolutive delle stesse. Il titolo al quale è dedicata questa anteprima rappresenta, dai video e dalle immagini a disposizione, quel classico caso di possibile delusione conseguente alla nascita di grandi aspettative. Che il titolo non abbia beneficiato di molto tempo a disposizione per una fase di sviluppo accurata, tradotto nella necessità di lanciare un prodotto che, usufruendo di un marchio che vanta numerosi fan, possa in poco tempo fare un bel mucchio di bigliettoni, oppure a causa di un lavoro poco convincente e superficiale; insomma qualsiasi sia il motivo, il nuovo capitolo di casa Namco Bandai non sembra tecnicamente in grado di poter esprimere nemmeno una piccola parte della potenza che ci aspettiamo da una console come la PS3. E’ un vero peccato, eppure la maggior parte dei primi giochi presentati al lancio della nuova console non sono degni della stessa, al di fuori di alcuni titoli interessanti. Gundam Musou esprime un lato tecnico imbarazzante, con livelli scarni e poveri di contenuti, scarse possibilità di poter interagire con l’ambiente ed effetti particellari totalmente assenti. Gli elementi positivi si limitano alla riproduzione impeccabile delle ombre, unita ad una fluidità del motore grafico che non accenna mai a rallentamenti, nonostante la presenza di una gran quantità di robot in scena. La cosa più preoccupante, buttando un occhio sui video a disposizione, è il comportamento dei giganti di titanio che si oppongono al nostro mech nel completamento dei livelli. Questi, durante i combattimenti, aspettano in fila solo per essere eliminati, senza che sia possibile rilevare alcuna strategia tattica degli stessi. Situazione che lascia supporre una carenza nell’intelligenza artificiale dei nemici, cosa alquanto grave per una console di nuova generazione. Il lato tecnico del suono, unita alla riproduzione dei mech, rappresenta l’asso nella manica di questo titolo firmato Namco Bandai. Gli effetti sonori sono precisi e ben bilanciati, simulando in maniera convincente il frastuono scaturito dai movimenti e dagli attacchi dei tanti robot in conflitto.


In fin dei conti…

Un titolo che vanta il successo commerciale del modellismo che tanta pecunia ha riscosso in Oriente, unito ad un gameplay immediato e fin troppo confusionario, tipico dei prodotti sviluppati dal team Omega Force. Non c’è dubbio sulla qualità della riproduzione dei robot (fedeli alla serie televisiva), elemento positivo di quasi tutti i titoli Gundam precedenti, anche se è possibile presupporre che anche questo titolo sarà, almeno nel mercato occidentale, lasciato sugli scaffali dei negozi.


Aspettativa:  2/5


In alternativa:

Ninja Gaiden Sigma - anteprima

Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots - anteprima


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