Forse un pò in sordina, ma non per questo meno degno di attenzione, si appresta ad uscire un titolo che di certo farà la gioia di chi ha imparato a conoscere ed apprezzare giochi come Age of Pirates: Carribean Tales e Sid Meier's Pirates (con le dovute differenze presenti da gioco a gioco). D'altronde, il grande successo del seguito del film "la maledizione della prima luna", che ha da poco debuttato nelle sale, deve necessariamente essere attribuito all’indubbio fascino del periodo storico e dell’ambientazione geografica nel quale i titoli accennati poco fa si svolgono. Ed è legge che un’idea di successo vada sfruttata fino in fondo: ecco la giustificazione ad un gioco come T2T (Tortuga: two treasures). Dopo aver provato il demo, vediamo fino a che punto sarà lecito spingere la nostra curiosità, prima di venire presi dal solito spauracchio del “questo mi sa di già visto”.
L’ombra di Henry Morgan
Nei Caraibi c'erano molti pirati famosi, ma nessuno era più conosciuto del Capitano Morgan, fino a quando la fama del Capitano Pedro Cannibal crebbe fino a raggiungere quella di Morgan. Così arrivarono entrambi a competere per il titolo di pirata più famoso. Il titolo sarebbe andato a colui il quale avesse compiuto le azioni più audaci, crudeli e sorprendenti. Una notte il Capitano Morgan irruppe nella fortezza inespugnabile di Santa Rita La Mayor, catturò il governatore e si ritirò protetto dalle tenebre. Ma Pedro Cannibal rapì in pieno giorno il Viceré e diede fuoco alla città. Il Capitano Morgan sequestrò lo schooner Azucena e impiccò tutti gli uomini dell'equipaggio. Ma Pedro Cannibal non solo decapitò tutti gli uomini dell'equipaggio della fregata Margarita, ma riempì la mascotte della nave, un pappagallo, di polvere da sparo, gli attaccò una miccia a cui diede fuoco e lasciò uscire l'uccello dalla gabbia. Non appena il pappagallo si illuse dello scampato pericolo, esplose in aria. Il Capitano Morgan non se ne stette con le mani in mano. Violentò personalmente l'Arcivescovo di Toledo durante una visita presso le missioni dei territori d'oltremare. Pedro Cannibal, a sua volta, arrostì e mangiò il segretario dell'Arcivescovo dopo averlo fatto marinare vivo nel veleno di cobra secondo una ricetta degli antropofagi dell'Amazzonia. Pubblica ammirazione fu attribuita in parti uguali ai due Capitani, nessuno dei quali riusciva ad avere la superiorità. Si sparse la voce che un galeone di sette alberi sarebbe salpato per l'Europa con a bordo dieci milioni di monete d'oro e novantanove giovani vergini, figlie delle migliori famiglie, che si recavano presso i migliori conventi della Spagna. Entrambi i Capitani si mossero per impadronirsi di quel bottino di straordinario valore. Ciascuno voleva raggiungerlo per primo per poter conquistare il titolo di Pirata più famoso. Pedro Cannibal fu certo della vittoria nell'attimo in cui pose il piede sul ponte del galeone. Anche se aveva avuto il vento contro, non c'era alcuna traccia di Morgan. Cannibal trovò l'oro e le vergini apparentemente intatti. Ma quando cominciò a contare, si rese conto che mancava una moneta d'oro e una vergine. Sulla porta del capitano, attaccato con un pugnale, c'era un messaggio che diceva: "Il resto è per te". Pedro Cannibal non sopravvisse al disonore. Era un uomo d'onore, a dispetto del nome che portava. Così il Capitano Morgan fu conosciuto come il Pirata più famoso, anche se guadagnò solo un pezzo d'oro e una vergine e, per quanto riguarda la vergine, le opinioni sono discordi.
Forse questa storia potrà farvi capire quanta fatica costasse anche solo nominare Henry Morgan nel 17 secolo, l’età d’oro della pirateria. A grandi imprese si accompagnano grandi uomini, con grandi nomi, e, forse, grandi misteri. O almeno, questo devono aver pensato i ragazzi di Ascaron per il loro T2T, dato che la trama ci vedrà proprio immischiati nelle intricate tele che il capo dei pirati Barbanera e il suo fido amico Hawk Blithe tessono nel tentativo di recuperare il tesoro del famoso pirata Morgan. L’inevitabile tradimento, costante imprescindibile della brama di potere umana, non tarda a comparire, e così Barbanera decide di tendere una trappola la suo ex-compare Hawk e alla sua amica, la sacerdotessa Vodoo, facendoli imprigionare, mentre lui se ne va beato a recuperare il malloppo che Hawk aveva con tanta fatica individuato. Beh, sappiate che, manco a dirlo, starà a noi guidare la vendetta di Hawk, e recuperare il tesoro di Morgan ! Nel demo rilasciato non molto tempo fa abbiamo avuto la possibilità di provare due situazioni che, probabilmente, troveremo lungo tutto il corso dell’avventura: nella prima parte bisogna guidare un galeone contro una flotta nemica, inerpicandosi tra scogliere a pelo d’acqua e isolotti caraibici, mantenendo quel sangue freddo che la semplice regola del”prima ti porti a gittata del nemico e poi spari” impone, cercando al contempo di dosare i momenti di attacco con quelli di fuga, in cui i nostri marinai (che potremo anche raccogliere dalle navi nemiche colate a picco) cercheranno di riparare la nave. Nella seconda, una volta sbarcati su un’isola dai tratti tipicamente lussureggianti, abbiamo affrontato orde di non morti e sanguinari marinai, contando solo sulla nostra spada e le abilità che apprendevamo avanzando. In entrambi i casi premendo la barra spaziatrice ci viene data la possibilità di usare alcune abilità speciali: il lancio di una selva di barili esplosivi da entrambi i lati della nave o la scelta di un cannone più letale ma meno veloce se ci troviamo in acqua, o il lancio di particolari magie Voodo, come l’accecamento temporaneo o la rigenerazione, se ci troveremo a terra. Questi concetti basilari ci bastano a capire cosa sarà T2T: navi, cannoni, porti, battaglie navali e oro. La parte marittima di T2T sarà capace di offrire un’ottima sfida strategica e al tempo stesso d’azione, dato che saremo chiamati a guidare personalmente, tramite l’oramai noto connubio di tasti WASD, i nostri galeoni. Le sessioni a terra sono piuttosto interessanti, e sono più votate all’action puro, con le dovute eccezioni: se per esempio riusciremo a trovare una delle rarissime pistole, nell’usarla dovremo necessariamente rimanere fermi, e qualora volessimo usare una pozione curativa, dovremo assicurarci di essere al riparo dai nemici, a causa del tempo che ci vuole ad estrarre fisicamente la pozione dall’inventario, e a berla. I combattimenti a terra si faranno più difficili nel momento in cui ci trovassimo accerchiati dai nemici ( che, fortunatamente, non ci attaccheranno uno alla volta, aspettando pazientemente di essere massacrati). Questo è quello che abbiamo potuto vedere, e possiamo dire di essere certi solo di quello che abbiamo visto, riprendendo una concezione tutta empirista del modo di vedere le cose. Più che altro faremmo fatica ad esprimerci sulle altre parti dell’avventura, soprattutto a causa della mancanza di portali internet in lingua inglese ( la software house produttrice è tedesca, come il sito ufficiale di T2T). Se dovessimo andare a impuntarci sull’aspetto tecnico del titolo, ora come ora, non ne uscirebbe un commento molto positivo: nelle battaglia navali, che presentano comunque velieri e ambientazioni scarne graficamente, il frame rate è disastrosamente basso, anche con schede video di livello medio-alto. Durante le schermaglie con spade e pistole, invece, non notiamo nessun motivo per esprimere parole di lode sulla grafica del titolo, che, anzi, nella resa degli effetti degli schizzi di sangue e nelle animazioni, è piuttosto dozzinale. Confidando nell’ottimizzazione che ancora il titolo deve sicuramente affrontare, conserviamo baracca e baldacchini, e attendiamo marzo per il definitivo e stavolta decisivo confronto con Tortuga.
Aspettativa: 3/5
Per ingannare l’attesa:
Sid Meier’s Pirates: un altro capolavoro di Sid Meier, che sarà capace di far rivivere a tutti gli appassionati di pirateria e impossibili cacce al tesoro dei momenti indimenticabili.