|
Titolo: Ghost Rider Produttore: 2K Games Sviluppatore: Climax Genere: Action Giocatori: 1 Versioni: PSP, Game Boy Advance, PS2 (versione analizzata) Data di uscita: Febbraio 2007 Valutare l’ennesima manovra commerciale, consistente in una trasposizione cinematografica e videoludica di un fumetto, porta a presagire inesorabilmente il deludente risultato finanziario che le aspetta. Soltanto sporadicamente tali iniziative sono riuscite a soddisfare le aspettative dei numerosi fan in entrambi i settori. Il ciclo fumetto-cinema-videogioco difficilmente è riuscito in passato a chiudersi in maniera convincente, soddisfacendo sia i simpatizzanti del genere, sia gli amanti di tutte le avventure del loro supereroe preferito. Nella maggioranza dei casi, trattasi di veri e propri disastri commerciali, disastri in cui oltretutto si è investito molto denaro, al solo fine di realizzare prodotti capaci di non lasciare minimanente il segno, sebbene il successo che spesso ne consegue sia tuttaltro che poco proficuo. Oggi, prima di intraprendere un simile progetto, i produttori considerano tutte le situazioni del caso, valutando attentamente le possibilità di ritorni finanziari che siano quantomeno all’altezza degli imponenti budget che gli stessi richiedono. Nasce spontaneo chiedersi il perché, nonostante un supereroe sbanchi letteralmente ai botteghini alla prima giornata di proiezione sul grande schermo, stenti ad imporsi anche nel settore dei videogiochi. Prendere di sana pianta un supereroe e le vicende circostanti, per poi convertire il tutto in un videogame, non funziona. I titoli nascenti dalle sceneggiature del mondo Marvel, compresi anche quelli della DC Comics, difficilmente si sono elevate al successo critico di altri videogiochi lanciati fino ad oggi sul mercato. Molto spesso questo risultato scaturisce da una scarsa realizzazione tecnica e da un'eccessiva superficialità della trama, la quale si manifesta con delle sequenze narrative che non richiamano minimamente gli eventi narrati nei rispettivi fumetti, deludendo in tutto o in parte i numerosi fan della serie. A volte, invece, accollarsi la produzione di un film tratto da un fumetto, a patto di affidarsi a registi ed attori di spessore, un budget che riesca nella realizzazione d'imponenti effetti visivi in computer grafica, il tutto accompagnato da una convincente e persuasiva campagna pubblicitaria, può realizzare risultati non indifferenti, assicurandosi le zone alte della classifica per parecchie settimane di fila. Molto spesso, tale successo non viene replicato dall’omonima uscita videoludica. Ciò nonostante, i produttori 2KGames, affidando la fase di sviluppo al team Climax, sono pronti a lanciare l’ennesimo titolo con protagonista un personaggio Marvel: il nome è Ghost Rider. L’uscita è ormai imminente, avvenendo negli stessi giorni in cui esordisce sul grande schermo la contemporanea trasposizione cinematografica, nelle sale americane dal 16 di febbraio (un mese più tardi qui da noi). Il personaggio di questa serie fumettistica, pur se a primo impatto possa apparire intrigante e misterioso, risulta poco carismatico e abbastanza grossolano. Vedere un uomo vestito con pantalone e giacca di pelle a bordo di una rumorosa motocicletta dalle ruote fiammanti, con un teschio infuocato al posto della testa, massacrando i nemici utilizzando una pesante catena d’acciaio, sembrerebbe quasi ridicolo, nel suo ruolo di salvatore della patria e di giustiziere della notte. Del resto anche il fumetto, nelle vendite, ha subito un andamento altalenante nel tempo, sia in America, sia da noi, in Italia. Chissà che il tutto possa funzionare sulle console, attraverso una cura maniacale del lato tecnico, offrendo un prodotto longevo e caratterizzato da un ottimo gameplay. La valutazione delle prime immagini e dei video a disposizione, comunque, lasciano ben sperare. Una dettagliata realizzazione dei modelli e degli scenari, unita ad un’azione frenetica e ricca di effetti visivi, rappresenta la nota distintiva di questo prodotto, attirando su di sè le attenzioni solitamente riservate ai titoli di ben altro spessore.
Le origini di Ghost Rider: storia di un fumetto.
Il ruolo di protagonista, in Ghost Rider, è ricoperto da un insolito personaggio apparso per la prima volta con il suo teschio fiammeggiante sull’albo Spotlight, nel lontano 1972. In verità, il personaggio nasce negli anni cinquanta, ma a quei tempi, era una sorta di cowboy con un lungo mantello bianco, a bordo di un cavallo per dettar legge e seminare giustizia nel proprio paese. Un anno dopo, la Marvel decide di dedicare a questo strambo personaggio una serie che facesse luce sulle sue origini e che narrasse le sue avventure. Uno stuntman di nome Johnny Blaze, per salvare il suo patrigno da una malattia e da morte certa, vende l’anima a Mephisto (la figura del Diavolo). Qualcosa va storto e quando Mephisto si presenta da Blaze per pretendere la sua anima, una ragazza di nome Roxanne (un’amica di Johnny), nell’intento di liberarlo, pronuncia alcune formule magiche che scacciano via il demone. L’amore tra Johnny e Roxanne ha così inizio, ma qualcosa è cambiato in seguito a quella notte…ormai il giovane Blaze è affetto da una maledizione. Egli dovrà convivere, nel suo subconscio, con un essere demoniaco che, a bordo di una fiammeggiante moto, percorrerà le strade della città nel cuore della notte per eliminare per sempre i peccatori e le loro brutali azioni, servendosi delle fiamme liberate dal proprio corpo per bruciare le anime dei malvagi che appestano la città. La prima serie si conclude nel 1983. Successivamente, la figura demoniaca passa da Johnny Blaze a Denny Ketch, il quale avvicinatosi ad un'appariscente motocicletta, si lascia sopraffare da questa, andando incontro allo stesso destino patito precedentemente dal giovane Johnny. Questa seconda serie, dalle ambientazioni sempre più cupe e tenebrose, inizia il cammino editoriale nel 1990 e termina otto anni dopo. Lo spazio dedicato in Italia a questo fumetto è stato sempre limitato, essendo esso più richiesto in America che qui da noi. L’andamento non convincente delle vendite ha poco contribuito al successo della Marvel, la quale ha riscosso un maggiore favore del pubblico con altri personaggi quali Spiderman, I Fantastici 4, X-Men e l’Incredibile Hulk, tanto per citarne alcuni. Scarso successo commerciale, è vero, ma bisogna comunque considerare che la trama, nata dalla mente di Garth Ennis, non è poi così malvagia. La storia di un giovane stuntman che rimane solo in seguito alla morte di entrambi i genitori, per poi sottomettersi a un patto con il Diavolo, rappresenta solo l’inizio di una sofferente e lunga avventura. Essa successivamente prende dei risvolti interessanti, in quanto il sacrificio di Blaze è sperperato da un bizzarro scherzo del destino: la morte del patrigno, nell’intento di battere il record di salto in moto, schiantandosi contro l’ultima automobile che avrebbe dovuto sorvolare e che, nello stesso tempo, rappresentava la linea di confine tra la vita e la morte. Il rifiuto di Blaze di attenersi al patto, sentendosi tradito dal fato crudele, subendo poi l’espropriazione della sua anima da parte di Mephisto, lo porta a convivere ogni notte con una figura demoniaca che prende le redini del suo corpo per eliminare la malvagità da ogni angolo della strada. Una trama che, tutto sommato, risulta interessante. L’elemento non troppo convincente potrebbe essere rappresentato da un’insolita caratterizzazione del personaggio (quel teschio infuocato), e da un eccessivo intreccio tra il bene e il male che porta, quasi grottescamente, il solo Blaze a subire le negative conseguenze della faccenda, patendo il demonio presente nel suo corpo. Una storia che condivide a grandi linee il destino riservato ad altri supereroi, costretti a vivere per sempre con il loro alter ego e con il peso di una grande responsabilità che da esso scaturisce. Sperimentare solo l’esperienza videoludica, a volte, non basta. La Marvel vende i diritti alla Columbia Pictures, la quale affida a Mark Steven Johnson, già regista del deludente Daredevil, la direzione della pellicola. Gli attori sono rappresentati da vecchie e nuove conoscenze del mondo hollywoodiano. Il premio oscar Nicolas Cage e la bellissima Eva Mendes entreranno nel ruolo di Johnny Balze e Roxanne Simpson rispettivamente, con il ruolo del perfido Mephisto affidato all’attore Peter Fonda. Colonna sonora alle redini di Christopher Young e fotografia nelle mani di John Wheeler e Russel Boyd. L’uscita nelle sale di questo film, ormai prossimo a proiettarsi sugli schermi americani, presenta alle spalle numerosi problemi patiti in fase di pre-produzione. Il progetto nasce sette anni fa, successivamente accantonato e ripreso dopo diverso tempo, per poi dare il via alle riprese affrontando un duro lavoro di post-produzione, per un budget di oltre cento milioni di dollari. Grandi cifre e personalità di spessore entrano nel giro di questo prodotto cinematografico, il quale rappresenta il risultato di un ennesimo progetto già sperimentato in passato e che, la maggior parte delle volte, non ha incontrato il favore della critica. Staremo a vedere. Il gameplay di Ghost Rider
Le immagini e la struttura di gioco di Ghost Rider sembrano, a primo impatto, molto promettenti. Con uno stampo che si rifà principalmente a titoli quali Devil May Cry e God of War, sembra voler puntare tutto sull’azione e su uno stile di combattimento acrobatico e spettacolare del protagonista il quale, sia brandendo all’impazzata la lunga catena, sia utilizzando una potente doppietta, sia a bordo di una motocicletta, esprime la sua forza eliminando e sottraendo le anime malvagie alla caterva di nemici che ostacolano il suo cammino. Non si ha la possibilità di indagare molto a fondo sul gameplay di Ghost Rider, considerando i pochi video a disposizione, anche se è possibile in ogni caso ritenere che il tutto dovrebbe funzionare in maniera molto semplice e diretta. L’azione di gioco dovrebbe esprimersi seguendo dei percorsi prestabiliti, che portano il protagonista a fronteggiare inesorabilmente i potenti boss nemici, a condizione di aver massacrato prima i tanti numerosi esseri dall’aspetto disgustoso. Trattasi probabilmente dei freaks: mostri ripugnanti, presenti nel fumetto, ai comandi del malvagio Renaldo, il quale cerca di trasformare gli esseri viventi in mostriciattoli, attraverso delle operazioni chirurgiche al fisico e alla mente degli stessi. Sottraendo le anime prive di corpo agli avversari sconfitti, è possibile acquisire nuove capacità, consistenti in innovative tecniche d'attacco e in disparate possibilità di movimento. Progressi che apporteranno al personaggio una varietà di modalità di combattimento, al fine di polverizzare i nemici successivi. Le armi a disposizione dovrebbero limitarsi alla sola catena e doppietta, non avendo, con molta probabilità, la possibilità di sbloccarne altre. Su schermo sono presenti le due barre tipiche dei giochi di questo genere: quella dell’energia vitale e quella delle nuove abilità apprese, le quali possono essere esercitate attraverso una precisa combinazione di tasti, esibendosi così in spettacolari attacchi dalla potenza devastante. Molto interessante risulta la modalità in cui si possono terminare gli agonizzanti nemici in fin di vita attraverso la pressione del tasto segnalato su schermo, un po’ come avviene in God of War. Il gioco, infatti, è basato tutto sull’azione e sull’abilità nello sconfiggere numerosi nemici con delle spettacolari combo, il tutto avvenendo con un ritmo frenetico e caotico, in strane ambientazioni che richiamano in maniera abbastanza fedele quelle del fumetto, accompagnati da un sottofondo musicale principalmente rock, con una telecamera gestita automaticamente ed in terza persona. Il motore fisico dovrebbe tenere il passo con la dinamicità delle scene su schermo, non accennando a nessun fastidioso rallentamento. La trama, stando alle dichiarazioni dei produttori, seguirà in maniera fedele la sceneggiatura di Garth Ennis, così come le numerose ambientazioni presenti nelle scene. La possibilità di sbloccare interviste, artwork ed altri bonus riguardanti le origini del personaggio dovrebbe spingerci in maniera convincente a terminare l’intera avventura al fine di scavare nella profondità della storia, attribuendo così al titolo una soddisfacente longevità. Del resto, presentare il personaggio ad un pubblico più ampio, è una delle motivazioni che hanno spinto la casa di produzione a realizzare questo videogioco. Così si esprime il produttore Chrostoph Hartmann: “Ghost Rider rappresenta una delle serie più riuscite e siamo eccitati di portare le sue avventure alla conoscenza di un pubblico più vasto”. Vedremo se la trama sarà in grado di appassionarci, trovandoci al cospetto di un personaggio che, con questo gioco, tenterà l’ingresso nell’olimpo videoludico, solitamente riservato ai grandi titoli. Speriamo bene. Lato tecnico
Quando un titolo presenta una sceneggiatura povera di contenuti, con delle sequenze narrative poco coinvolgenti, in cui solo pochi personaggi sono capaci di trasmettere la propria personalità attraverso frasi memorabili, stili di vita, modalità di combattimento e valori, quando la trama procede in maniera piatta dall’inizio alla fine, senza colpi di scena, tradimenti, complotti e cospirazioni, può capitare che il gioco venga abbandonato prima del previsto. L’unica possibilità di salvezza è un comparto tecnico che sia in grado di occultare tali mancanze e che sia, nello stesso tempo, capace di far divertire. Con molta probabilità Ghost Rider entrerà a far parte di questa categoria di videogiochi, in quanto la trama difficilmente sarà in grado di tenere il passo con la sceneggiatura nata dalla mente di Garth Ennis, considerando che l’avventura avrà inizio esattamente dopo la conclusione della sceneggiatura presente nella pellicola cinematografica, saltando a piè pari tutti gli eventi che riassumono l’origine del protagonista. Che il titolo punti essenzialmente su una maggior cura nel lato tecnico, lo si vede e, soprattutto, lo si sente. Osservando i filmati, è possibile notare una fotografia che richiama esattamente lo stile del fumetto, caratterizzata, in maniera fin troppo invasiva, di un mix di colori che spaziano dal rosso intenso delle fiamme al nero tipico delle atmosfere dark. La fisica presente nei movimenti del protagonista risulta abbastanza credibile, conferendo ai combattimenti tutta la spettacolarità delle tecniche di attacco. Il suono risulta aggressivo e molto dettagliato, immergendoci nella caoticità dei tanti combattimenti presenti, con uno sfondo musicale dalle tracce principalmente rock. Se il tutto girerà con una convincente fluidità, avremo modo di trascorrere diverse ore in compagnia di un titolo che ci permetterà di esternare il lato oscuro e demoniaco presente in tutti noi. In fin dei conti…
Ancora una volta un personaggio Marvel tenta il colpo di fortuna nel settore videoludico. Una trama che, con molta probabilità, non rispecchierà gli intrecci e i colpi di scena presenti nella sceneggiatura originale, ma che si affida ad un comparto tecnico che dovrebbe essere all’altezza dei più importanti blockbuster di genere action. Prima di una valutazione conclusiva (che presenteremo prossimamente con una completa recensione) aspettiamo di toccare con mano il titolo, ormai prossimo a raggiungere i nostri schermi. Aspettativa: 3/5
Per ingannare l’attesa: God of War. Un titolo caratterizzato da un comparto tecnico da riferimento, presentando una struttura di gioco e modalità di combattimento tipicamente di genere action. Imperdibile.
Views: 12308 | Stampa | E-mail
|
- I commenti vengono controllati da un Admin prima di essere inseriti.
- Spam, messaggi inutili ed insulti non verranno accettati.
- Ti consigliamo di utilizzare il Forum.
|
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.2 |