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Pagina 1 di 2 Piattaforma: Nintendo DS Produttore: Nintendo Sviluppatore: Hudson Genere: Party Game Sito web di riferimento: www.nintendo.co.jp/ds/a8tj/index.html Data di uscita: Giappone: 8 Novembre 2007 Usa: 19 Novembre 2007 Europa: 23 Novembre 2007
Che “Party” è senza nonna e sorellina? Se ci si pensa attentamente, la decisione di inserire quattro porte d’ingresso per altrettanti pad nel Nintendo 64, rappresenta il vero inizio, il primo minuscolo seme, della strategia che, oggi, ha portato la Grande N a supportare massicciamente il gioco sociale e a presentare l’esperienza videoludica possibile e divertente a tutte le età, anche per coloro che non hanno mai avuto a che fare con l’universo dei videogames. In quest’ottica, forse, molti hardcore gamers, gli stessi che attualmente gridano allo scandalo e denunciano la perdita dell’aureola da parte della casa di Kyoto, se potessero tornerebbero indietro nel tempo, e impedirebbero in quel dicembre del 1998, l’uscita del primo Mario Party. Incredibile che quello che allora era un semplice e innocuo spin-off di Super Mario, basato su tabelloni e tirate di dado, si sarebbe tramutato, in seguito, in un concetto che mina le basi del gioco difficile, inaccessibile ai neofiti e rigorosamente in single player (massimo, massimo in Live, ma senza alcun contatto fisico mi raccomando!). Al di là delle velate critiche sottese alla regola dell’ironia (facciamoci, dunque, una bella risata), all’epoca della sua nascita Mario Party fu uno dei più lampanti esempi di quanto il divertimento tratto da un videogioco potesse essere direttamente proporzionale al numero di persone presenti davanti al televisore. Ciò che è più, come un vero e proprio gioco di società, esso era in grado di catturare qualunque amico o parente che si trovasse a passare per caso nei pressi della postazione di gioco di casa. La relativa semplicità di comprensione e svolgimento dei mini-giochi e l’importanza che ricopriva il così detto “fattore fortuna”, universale e inaccessibile allo stesso tempo a chiunque in qualsiasi istante, completavano il quadro regalando un gioco che apriva potenzialmente le porte della vittoria a tutti, indipendentemente dal numero di ore passate con il pad tra le mani. La longevità della saga, garantita da una nutrita schiera di fans, ha reso possibile il raggiungimento dell’ottavo capitolo per quanto riguarda le uscite su console casalinghe (tre capitoli usciti su Nintendo 64, quattro su Game Cube e uno su Wii). Al contrario, invece, sui formati portatili si può contare solo sul poco più che discreto Mario Party Advance uscito appunto per Game Boy Advance più di due anni fa. Tuttavia Nintendo sembra ora intenzionata a riequilibrare la differenza in termini numerici di uscite della saga tra console casalinghe e portatili. Inoltre, soprattutto, sembra essere sulla buona strada per correggere gli errori compiuti con il gioco uscito per GBA, così da poterci regalare, finalmente, un Mario Party degno di questo nome da poter portare sempre con noi.
Un tabellone, un dado, quattro personaggi e molte, molte parolacce Per chi non avesse mai sentito nominare la saga, niente paura: nulla che non si discosti di molto dal classicissimo gioco dell’oca. In questo capitolo, come del resto in tutti gli altri, avrete a disposizione un certo numero di tabelloni tutti con delle peculiari caratteristiche. In alcuni, potrete imbattervi nel classici tubi del Mushroom Kingdom che vi telestrasporteranno da un punto a un altro della mappa. In altri potrete invece sfruttare a vostro vantaggio alcuni degli oggetti che decorano il tabellone di gioco: in quello ambientato nella giungla, per esempio, potrete arrampicarvi sulle liane scoprendo così delle scorciatoie da sfruttare nei momenti più adatti. Come ovvio, sarà il classico dado a decretare di quante caselle potremo spostare il nostro avatar virtuale, ma particolari oggetti o speciali caselle ci permetteranno di effettuare un doppio lancio o, per contro, di usare un dado con numeri più bassi. Caselle che vi costringeranno a perdere o a guadagnare monete, utili a comprare oggetti, non mancheranno, così come non mancheranno quelle che apporteranno modifiche al tabellone di gioco e quelle che vi porranno di fronte a imprevisti che possono cambiare l’esito di una partita nel giro di pochi secondi. Come in ogni Mario Party, al termine di ogni turno, i quattro partecipanti saranno chiamati al superamento e/o vittoria di un mini-gioco: tutti contro tutti, 2 VS 2, 1 VS 3, l’importante è sempre vincere. Avere successo, infatti, significa mettere le mani su un buon numero di monete, necessarie non solo, come già detto per acquistare vari oggetti che vi avvantaggeranno nei modi più disparati, ma anche per impossessarsi delle stelle. Se, infatti, nel classico gioco dell’oca la vittoria spetta a chi completa il percorso stabilito, in Mario Party vince chi, alla fine di tutti i turni, è in possesso del maggior numero di stelle. Queste verranno posizionate, una alla volta, in un determinato punto del tabellone: ai concorrenti il compito di raggiungerla e comprarla al prezzo di un certo numero di monete. Altre stelle, infine, verranno regalate a chi, alla fine del gioco, avrà collezionato più denaro o avrà vinto più minigiochi. In un titolo dove la fortuna conta spesso più della mera abilità, una struttura del genere da luogo a repentini e spesso irrimediabili capovolgimenti, soprattutto negli ultimi turni di gioco dove vengono impartite ulteriori condizioni da rispettare.
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